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Concorso "Fermiamo la violenza contro le donne"

Premiato lo studente Andrea Zennaro (5 C)

Lo studente Andrea Zennaro, della 5ªC, è risultato tra i primi dieci classificati al concorso "Fermiamo la violenza contro le donne", aggiudicandosi un premio di € 500,00 che gli sarà consegnato dal Presidente della Provincia Enrico Gasbarra.

La premiazione avverrà il giorno 29 novembre p.v. a Palazzo Valentini in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.

Complimenti vivissimi ad Andrea e l’auspicio che tutti gli alunni si impegnino, come lui, per la costruzione di una società più giusta, rispettosa e solidale.                                                  

 

  Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Gabriella Urbano

 

Ecco il testo con il quale Andrea ha vinto il Concorso:

 

Lettera alle mie compagne di classe:

un otto marzo senza mimose per fermare la violenza contro le donne

 

Care compagne,

oggi non voglio regalarvi mimose, ma una riflessione da condividere.

Un fiore ve lo porterò un giorno qualunque, come gesto spontaneo, ma non oggi, perché l’8 marzo, secondo me, dovrebbe restare una giornata di lotta e non di festa.

 

San Valentino, la festa della mamma, quella del papà e dei nonni … sono ricorrenze pensate per far spendere denaro, ma non fanno poi tanto male;  trasformare anche l’8 marzo in un fatto commerciale, però, è proprio un errore, perché permette all’intera società di liberarsi di sensi di colpa che invece dovrebbero restare dentro e crescere per essere utili.

Un ramo di mimosa per dimenticare che  il 20% delle donne del pianeta ha subito abusi fisici e violenze sessuali? Vorrei gridare con voi: “No, grazie”!

 

Resto senza parole quando leggo che la forma più diffusa di violenza sulle donne avviene all’interno delle mura domestiche: fidanzati e mariti stuprano le proprie compagne pensando di aver acquisito diritti di proprietà sul loro corpo, le picchiano se non condividono il loro comportamento, e arrivano ad ucciderle per rabbia e gelosia.

Vogliamo nasconderlo dietro un bel mazzetto giallo?

 

Le donne, ovunque nel mondo, sono discriminate economicamente, culturalmente e politicamente: subiscono e hanno a lungo subito la dipendenza economica e psicologica da padri, fratelli, mariti o figli e pur avendo raggiunto e anche superato i livelli culturali degli uomini, nella sfera lavorativa rivestono ancora ruoli secondari e subalterni.

In tutti i campi la disparità è evidente.

 

Per 365 giorni all’anno, e non per uno soltanto, bisognerebbe lavorare tutti, maschi e femmine, per pari diritti e opportunità.

 

A chi dice che nel nostro Paese la donna abbia già la parità, replico che si tratta di un’eguaglianza formale e non  sostanziale: basta vedere quante poche donne sono in Parlamento e quante dirigono grandi imprese.

A chi ribatte che siano le donne stesse a non scegliere carriere politiche o manageriali, rispondo di riflettere sul tempo speso dalle loro madri in famiglia, confrontandolo con le ore di presenza paterna.

A chi sostiene che le italiane non subiscano grandi violenze, indico i dati Istat: 3 milioni e mezzo di nostre connazionali sono oggetto ogni anno di molestie fisiche, 900.000 di ricatti sessuali sul lavoro, 4 milioni e mezzo di telefonate oscene.

 

I crimini d’onore trovano attenuanti nei tribunali di tutti i continenti.

È la mentalità maschilista che genera violenza.

 

Certo, nel Sud del mondo le donne stanno ancora peggio, ma questo non dovrebbe consolarci.

Se guardiamo bene, non c’è una sostanziale differenza di principio tra la donna islamica, che viene lapidata perché adultera, e la donna occidentale, considerata poco seria perché ha più di un uomo.

In entrambi i casi la società incoraggia l’uomo ad avere più donne: nell’Islam, con la consuetudine alla poligamia, da noi con l’ammirazione verso il maschio conquistatore.

Vi sembra eguaglianza?

 

Perciò, care compagne, oggi non vi regalo fiori ma una promessa: non chiederò né a mia sorella né alla mia donna di rifarmi il letto, di stirarmi camicie e di pulire una casa che sporco anch’io.

È il mio contributo per fermare questa violenza.

Se tutte le piccole infiorescenze gialle che oggi riceverete, fossero sostituite da altrettante promesse dei nostri coetanei, il mondo diventerebbe presto migliore.

 

Andrea Zennaro

Classe IV Ginnasio – Sezione C - Anno scolastico 2007/08

Liceo Classico Statale “Francesco Vivona”
Roma