Il Liceo è intitolato al latinista e poeta Francesco Vivona (1866-1936), docente presso le università di Messina e di Roma, noto soprattutto per la traduzione delle Lettere a Lucilio e dell’Eneide.

Già succursale del LC “Pilo Albertelli”, il Liceo Vivona venne istituito nell’a.s. 1961/62. Dal 1963 è ospitato nei locali di proprietà dell’Ente Eur di via della Fisica 14, che si rivelano quasi subito insufficienti, anche perché negli anni Sessanta era l’unico liceo classico di una vasta zona urbana che comprendeva, oltre all’Eur, i quartieri nati nell’immediato dopoguerra intorno alle direttrici di viale Marconi e di via C.Colombo.
 
Viene istituita ben presto una sezione scientifica, che si stacca nel 66/67, andando a costituire il LS “Cannizzaro”. Per far fronte all’esubero delle iscrizioni, una sorta di costante per oltre un trentennio, si formano classi assai numerose, si utilizzano come aule ambienti nati con altra destinazione, si fanno doppi turni, si aprono succursali (due delle quali diventeranno il “Platone” e il “Plauto”), si individuano criteri per accettare le domande d’iscrizione, tenendo conto naturalmente dei nuovi Licei. Il bacino di utenza del Vivona tende così a limitarsi all’Eur, essendo anche cresciute nel quartiere la densità abitativa e la presenza di giovani in età scolare.
 
Queste vicende e soprattutto le attività e i successi del Vivona di quegli anni sono raccontati con passione negli annuari della scuola, che coprono il periodo 1961-1994.
Nella seconda parte degli anni Novanta le iscrizioni diminuiscono, anche in relazione al progressivo innalzamento dell’età media degli abitanti dell’Eur: negli anni 1999-2000 e 2000-2001 si costituiscono solo cinque quarte ginnasiali. Conseguentemente, il bacino di utenza del liceo torna a dilatarsi fino a comprendere Roma 70, Laurentino, Torrino, Mostacciano, Casal Palocco.
 
A partire dal 2001/2002 la scuola riprende a crescere costantemente, fino a raggiungere le 47 classi in organico nel 2013/14, pari a oltre 1.100 studenti, cifra quest’ultima che riporta la scuola alla consistenza numerica del suo primo trentennio di vita. E di nuovo si pone il problema di stabilire limiti alle iscrizioni e di cercare altri locali.
 
Così, dal 2004-05 è attiva una succursale in via V. Brancati 20, nella quale a partire dal 2005-06 vengono collocate sette/otto classi. Dopo una fase di avvio, che ha previsto anche rotazioni annuali tra i due plessi, si sono creati in via Brancati due corsi completi (H e I), per una popolazione scolastica stabile e radicata nel territorio, che può avvalersi di attrezzature adeguate ed efficienti, quali il nuovo laboratorio d’informatica multimediale e il nuovo laboratorio di scienze.

 

 
Caratterizzano da sempre la scuola - cresciuta nel corso degli anni come una realtà aperta a una cultura pluralistica e laica – la serietà e la qualità degli studi, i brillanti risultati negli esami di Stato e gli esiti positivi dei successivi studi universitari. Tali costanti successi scolastici sono da attribuire a diversi fattori, come la presenza di un corpo docente stabile e impegnato, spesso con passione, nel proprio lavoro e il livello socio-culturale delle famiglie, composte prevalentemente da insegnanti, impiegati e professionisti, che hanno costruito sullo studio le basi della propria attività lavorativa e che vedono nei valori della cultura gli elementi fondamentali per la formazione dei figli.
 
Le potenzialità culturali degli studenti non hanno modo peraltro di estrinsecarsi adeguatamente nel contesto sociale del territorio, per la mancanza di luoghi di socializzazione in grado di favorire il confronto e lo scambio di esperienze fondamentali per la crescita e il riconoscimento della propria identità.
La struttura scolastica colma in parte tale vuoto, aprendosi alle esigenze del territorio e offrendo agli studenti (e talvolta anche ai residenti) numerose occasioni di incontro, di dibattito e di approfondimento su tematiche di comune interesse.
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