IMPARARE A ESSERE STUPIDI NELLA CULTURA DEL DENARO

di Luciana Bohne (docente di cinema e letteratura presso l’Edinboro University of Pennsylvania)

Si potrebbe ritenere che il tentativo di un professore d'inglese di una università di provincia per stabilire un legame tra le carenze d'insegnamento negli Stati Uniti e la credulità del pubblico statunitense sia cosa alquanto scontata, considerato che ci troviamo imbarcati nella prima avventura imperiale [la guerra in Iraq] dichiarata dal capitalismo senescente degli Stati Uniti - ma vi prego di seguirmi. La questione che mi pongo, sulla base delle mie esperienze d'insegnante, è sapere perché questi giovani sono stati educati in una ignoranza tanto abissale.

 

"Io non leggo", dice una studentessa del primo anno, senza la benché minima preoccupazione. Non le viene in mente che all'università dichiarare di preferire di non leggere di solito è come vantarsi nella vita normale di aver scelto di non respirare. Lei segue il mio corso di "Letteratura mondiale". Deve leggere romanzi di autori africani, latino-americani e asiatici. Non è lì per scelta: è un corso obbligatorio per ottenere il diploma ed è, lei pensa, più facile della filosofia.

 

Il romanzo che lei ha la disavventura di leggere è "D'amore e ombre" di Isabel Allende, ambientato nel terrore seguito al colpo di stato del regime di tipo nazista della giunta-Pinochet, tra il 1973 ed il 1989. Nessuno in classe, compresi quelli per i quali l'inglese è la materia principale, sa scrivere un saggio di analisi preciso, bisogna perciò che glielo insegni. Nessuno in classe sa dove sia il Cile, debbo perciò fotocopiare informazioni generali dalle guide sui paesi del mondo. Nessuno sa cos'è il socialismo o il fascismo, di conseguenza passo il tempo a scrivere definizioni assimilabili.

 

Nessuno di loro conosce "il mito della caverna" di Platone, perciò mi offro di spiegarlo poiché è impossibile comprendere il tema del romanzo senza una conoscenza di base di quel testo - che faceva parte delle letture obbligatorie qualche generazione addietro. Come nessuno nella classe ha mai sentito parlare dell'11 settembre 1973, il colpo di Stato sostenuto dalla CIA che ha messo termine alla matura democrazia del Cile. Lo choc è evidente quando distribuisco documenti declassificati statunitensi che provano la collusione degli USA con il colpo di Stato del generale e l'assassinio di Salvador Allende, presidente eletto.

 

La geografia, la storia, la filosofia e le scienze politiche, tutte sono assenti dai loro studi. Realizzo che i miei studenti sono di fatto degli oppressi come fa notare Paulo Freire ne "La pedagogia degli oppressi" e che essi pagano per la loro propria oppressione. Spiego loro allora pazientemente: No, il nostro governo non è stato amico della democrazia in Cile ; si, il nostro governo ha finanziato al contempo il colpo di Stato e il sistema della tortura della giunta; si, questo vale per tutta l'America latina.

 

Poi, uno studente chiede "Perché?". Allora, rispondo che la CIA e le corporations calpestano il mondo in parte a causa dell'ignoranza del popolo degli Stati Uniti, apparentemente provocata dall'istruzione formale, rafforzata dai media e acclamata da Hollywood. Meno le persone leggono, meno sanno e più vengono indottrinate; in tal modo si diffonde quel livello di stupidità generalizzata per raggiungere la quale la gente s’indebita all’inverosimile. Se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere.

 

Nel frattempo, questa costosa stupidità facilita il finanziamento dell'opera sanguinaria delle squadre della morte, delle giunte e dei regimi del terrore all'estero. Essa ha permesso la guerra in cui ci troviamo impegnati - una guerra ingiusta, illegale, illogica e costosa che annuncia al mondo il fallimento della nostra intelligenza e, al tempo stesso, la debolezza strisciante del nostro sistema economico. La morte di ogni uomo, donna e bambino ucciso da bombe, proiettili, fame o acqua inquinata è un assassinio e un crimine di guerra. E questo mette in rilievo l'incapacità dell'insegnamento statunitense di produrre cervelli attrezzati dello stretto necessario per la sopravvivenza della democrazia: la capacità di fare analisi e di porre domande.

 

In altri termini, non penso che una seria istruzione sia possibile negli USA. Tutto ciò che fa parte del patrimonio della conoscenza è nemico di questo sistema di commercio e profitto. fino a smarrirne le ragioni. Un sistema impazzito che può consentire soltanto l’esistenza di un’istruzione che educa all’accettazione dello status quo, come nelle scuole costose, o che produce persone in grado di conservare e rafforzare lo status quo, come nella scuola pubblica dove insegno. È significativo che nella mia scuola, che è un’università di terz’ordine frequentata da studenti provenienti dalla classe lavoratrice - destinati a lavori di bassa menagerialità nella burocrazia governativa, nell’istruzione e nel settore privato - la maggior parte si laurea in comunicazioni, giustizia penale o assistenza sociale: in sostanza, imparano come mistificare, ingabbiare, controllare le masse.

 

Questa istruzione rappresenta un enorme spreco delle risorse e del potenziale dei giovani. Essa è incredibilmente noiosa e priva di utilità - tranne per i poteri e gli interessi da cui essa dipende. Quando uno studente ucraino, giunto qui da appena tre settimane, scrive in inglese il saggio meglio strutturato e più approfondito della classe, ci si deve porre qualche domanda sull'istruzione statunitense, e dare qualche spiegazione ai nostri giovani.

 

Ma se il sistema educativo statunitense si è trasformato in una massa di rovine e di detriti, si tratta di un risultato voluto e strumentale. È grazie a esso che i media possono dire tante bugie. Fa capire com’è che il nostro Segretario di Stato [Colin Pawel] possa citare da una tesi di un dottorando, asserendo autorevolmente che i dati rubati provengono invece da fonti attendibili dei servizi segreti. Fa capire come, durante il suo ridicolo "rapporto" all’Onu, il "Guernica" di Picasso possa essere nascosto senza che nessuno capisca il significato politico di questo gesto e la mentalità fascista che esso difende.

 

Il fascismo culturale si manifesta nella sua avversione al pensiero e alla cultura. "Quando sento parlare di cultura, tiro fuori il mio revolver", diceva Goebbels.

 

Una delle riforme più infami e rivelatrici attuate dal regime Pinochet è stata la riforma dell'insegnamento. L'obiettivo fondamentale era di mettere fine al ruolo dell'università quale fonte di critica sociale e di opposizione politica. I dipartimenti di filosofia, di scienze politiche e sociali, gli studi umanistici e le arti, aree di probabili discussioni politiche, sono stati smantellati. Si ordinò alle università di rilasciare diplomi solo in gestione commerciale, programmazione informatica, ingegneria, medecina generale e odontoiatria - in breve, scuole di addestramento professionale, quello a cui l'insegnamento statunitense in realtà più somiglia, almeno per quanto riguarda l'istruzione di massa. I nostri studenti possono ottenere il loro diploma senza aver mai appreso una lingua straniera, la filosofia, qualsivoglia elemento di scienza, musica o arte, storia, scienze politiche o economiche [tutte materie opzionali]. Infatti, i nostri studenti imparano a vivere in una democrazia elettorale spogliata di ogni politica - un fatto ben rappresentato dal calo dei votanti nel corso di ogni elezione.

 

Il poeta Percy Bysshe Shelley ha scritto che, nella rapacità creata dalla rivoluzione industriale, le persone abbandonano dapprima le loro menti, cioè la loro capacità di ragionare, quindi il loro cuore, cioè la loro capacità di empatia, finché non restano dell'equipaggiamento originario umano che i soli loro sensi, cioè le loro domande egoistiche di gratificazione. A questo punto, gli esseri umani entrano a far parte della categoria dei prodotti di consumo e dei consumatori di mercato - un elemento in più nel panorama commerciale. Senza cuore e senza mente, essi sono strumentalizzati per comprare tutto ciò che appaghi i loro sensi esigenti e impauriti - menzogne ufficiali, guerre immorali, bambole Barbie e un sistema educativo fallimentare.

 

Nel frattempo, nel mio Stato, il governatore ha ordinato un taglio del 10% per tutti i ministeri - compreso quello dell'istruzione.

 

www.globalresearch.ca (28.11.2003)